Il sito
      Donne, scrittura e potere tra medioevo ed età moderna  
             
 

Pagina iniziale

Curriculum

Bibliografia

Progetti di ricerca

Link

     

Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri è coordinatrice nazionale del progetto Prin 2006 «Donne, scrittura e potere tra medioevo ed età moderna», al quale partecipano unità di ricerca delle università di Bologna (coordinata da G. Muzzarelli), Firenze (cordinata da G. Zarri), Milano (coordinata da Mt. Fumagalli Beonio Brocchieri), Perugia (coordinata da M. Nico).

Un sito apposito illustra in maniera approfondita le attività del progetto di ricerca.

Il progetto di ricerca

Il presente progetto manifesta una forte unitarietà sia nelle intenzioni che nella costruzione di un programma di lavoro preparato da due seminari (dicembre 2004 e gennaio 2005) a Bologna e che utilizza le diverse competenze delle studiose e degli studiosi chiamati a partecipare (dalla filologia alla storia della mentalità e della famiglia e del pensiero religioso alla storia della filosofia). Il punto di partenza è la convinzione che la storia istituzionale, economica, delle mentalità, della vita materiale e del pensiero non é tale se non é anche storia delle donne. Una storia delle donne valutata interna alla storia globale di donne e uomini, il che nelle prospettive della ricerca genera alcuni problemi di metodo che andranno discussi, ma sembra in primis una affermazione atta a evitare atteggiamenti talvolta presenti nella storia "al femminile". Alludiamo da un lato al pregiudizio "negativo" dovuto alla scarsità delle fonti (pregiudizio che ha portato persino alla negazione della esistenza o della rilevanza dell'oggetto) ma anche a quello contrario - tipico di una visione "separatista" - di una sopravvalutazione di personaggi e testi femminili. Il primo va combattuto con una ricerca estesa , come nel nostro caso, alle fonti manoscritte, il secondo appartiene a nostro parere a una storia "compensativa" che ha accompagnato nel passato le rivendicazioni femministe. Oggi quel che ci sembra rilevante é soprattutto la scoperta di "quello che ancora non sappiamo" e , solo in seguito, la sua valutazione precisa nel contesto storico sociale, istituzionale e culturale. Si studieranno quindi le diverse modalità con le quali si è di fatto presentato nella storia la presenza femminile nella società e nella cultura evitando tuttavia una tipologia prefissata (la madre, la prostituta , la regina , la monaca , la strega e così via). Senza negare l'utilità nel passato di una prospettiva "esemplarista ", che può costituire un primo livello di conoscenza e razionalizzazione del tema, si segnala 'opportunità, o forse persino la necessità, di realizzare un altro tipo di indagine arrivando a giudizi di collocazione contestuale e valutazione soltanto dopo un dissodamento delle fonti più esteso e più critico.
Una prima linea di indagine sarà seguita dall' unità di Perugia (coordinata da MG. Nico) che evidenzierà: a) i "dati femminili " presenti nei rapporti interni e nelle relazioni esterne della famiglia e nella gestione del patrimonio, nei matrimoni, non tralasciando le vicende di singoli personaggi osservati però in una struttura di memoria allargata e comprensiva (gli archivi indagati saranno quelli di alcune famiglie perugine, come i Barzi , gli Ansidei e i Baldeschi nei secoli XV e XVI); b) l'interesse "etico-politico" offerto da scritti inediti riguardanti il "circolo umanistico di Ischia" (sec.XV-XVI), un singolare gruppo femminile che gravitava intorno a Costanza di Avalos governatrice dell'isola e ispiratrice di modelli di comportamento ed educazione che estende la sua influenza in un intreccio di relazioni personali e di parentela ad altre corti (come Milano, Bari e Amalfi) promuovendo interessi culturali, letterari e anche religiosi (su questo tema si concentrerà in particolare Mt. Guerra).
L'unità bolognese e quella di Milano hanno in comune alcuni aspetti di una ricerca che si applica decisamente a testi di cultura alta e "pubblica", studiando secondo prospettive diverse ma complementari
alcune opere di Ildegarda di Bingen e Christine de Pizan.
L'unità di Bologna prevede innanzittuto la traduzione e il commento del Liber subtilitatum diversarum naturarum creaturarm di Ildegarda di Bingen (per opera di G. Muzzarelli), analizzando le riflessioni non sistematiche della monaca sul corpo, le cure e il cibo al fine di ricostruire i lineamenti di una teoria cognitiva e di una pratica unitaria, originale e forte, in un'epoca anteriore alle fondazioni universitarie, quando le donne non erano ancora formalmente escluse dagli spazi di insegnamento e di legittima azione in campo medico o sanitario. Sarà possibile così documentare anche l’esistenza di una linea di cultura monastica distinta dal quella altomedievale: il Liber di Ildegarda testimonia insomma un tipo di sapere monastico che rivela già l'apporto di conoscenze nuove.
Anche l'unità di Milano studierà testi di cultura dotta. L'indagine sulle lettere scritte da Ildegarda e indirizzate a personaggi pubblici come Federico Barbarossa , Bernardo di Clairvaux, Irene imperatrice di Bisanzio, è compito di Mt. Fumagalli e mira a fare emergere l'aspetto etico/politico del pensiero di Ildegarda. Anche qui la difficoltà sta nel rintracciare nell'amplissimo materiale l'esistenza di una linea teorica unitaria al di là del luogo comune di una "Ildegarda conservatrice" . A questa analisi si accompagna, non a caso , un’analiso sulla figura della donna presente nei commentari ai libri fisici ed etici di Aristotele (ignoti all'Occidente latino fino al XIII secolo). Lo scopo è comprendere se e in che misura la visione altomedievale della donna venga modificata dalla circolazione delle opere aristoteliche tradotte e commentate dai magistri latini (saranno esaminati i commenti di Alberto Magno, Tommaso D'Aquino, Nicole Oresme, Giovanni Buridano e Nicole de Vaudémont).
L'affermazione dell'identità femminile nel discorso politico del primo Quattrocento, unita alla rivendicazione del ruolo dell'intellettuale e alla proposta di una pedagogia politica distinta dall'astratta idealità degli specula principum é un'altra delle linee di indagine. A questo scopo M.L. Picascia analizza e ricostruisce il pensiero di Christine de Pizan in testi come La città delle dame e il Libro della pace . Nel quadro storico culturale del primo umanesimo francese e all'interno della letteratura di argomento politico in lingua volgare le opere di Christine rivestono interesse anche per la ricerca di un modo nuovo di trasmettere il sapere etico-politico (scelta di diversi generi letterari: poema allegorico,
songe, biografia): si intende far emergere i tratti di una personalità operante con forme indirette di intervento nell'ambito del potere (la corte del re di Francia). Sull’opposta sponda della Manica un problema relativo alle capacità della donna si pone con l’ascesa al trono di Elisabetta: le discussioni su questo tema sarannno oggetto dello studio di S. Simonetta.
Studiando la trama complessiva di ricostruzione degli spazi e degli ambienti dell'educazione e della scrittura delle donne, la unità fiorentina (G. Zarri) si propone di illuminare un'altro e contiguo versante, gli spazi delle corti e dei monasteri come tramiti di cultura religiosa nel primo ventennio del Cinquecento.
Prendendo in esame due casi significativi e tra loro complementari (la religione di Lucrezia Borgia e le rivelazioni della clarissa Chiara Bugni) verrà esaminata la stretta connessione esistente tra la formazione della cultura religiosa femminile e il ruolo dei predicatori e confessori. Nel primo caso rilevante appare la documentazione della conversione di Lucrezia a una vita di preghiera contenuta nel libro e nelle epistole dell''agostiniano Antonio Meli, mentre le "rivelazioni" della Bugni, tradotte in scrittura biografica dal confessore, il teologo cabalista Francesco Zorzi , rappresentano una risposta originale alla richiesta di salvezza sola fide che nel primo Cinquecento si sarebbe espressa in più radicali formulazioni teologiche.
Vogliamo ancora sottolineare nel nostro programma di ricerca la frequenza degli incontri seminariali all'interno delle unità locali e fra di loro, aspetto che segnala la condivisione di un metodo e la circolazione continua dei risultati.

L'unità locale dell'Università degli Studi di Milano

L'unità di ricerca milanese è coordinata da Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e vi partecipano Maria Luisa Picascia (Università di Pavia), Stefano Simonetta (Università degli Studi di Milano), Claudio Fiocchi (Università degli Studi di Milano), Marco Gallarino (Università degli Studi di Milano).

Programma e compiti dell'unità di ricerca milanese
Il particolare status sociale e giuridico della donna nei secoli presi in esame rende interessante l’attenzione a ogni forma del potere femminile, quindi anche alla scrittura. L'emarginazione dalla vita pubblica (salvo nel caso di donne di rango elevato) e l'esclusione dalle istituzioni culturali (l'università innanzitutto), fa sì che le voci femminili siano numericamente ridotte o comunque difficili da rintracciare. Il percorso della ricerca si concentra su alcuni momenti del rapporto tra donne e potere, riflettendo sia sulla percezione tradizionale di tale rapporto, sia sulle sue contestazioni, prendendo in esame anche casi specifici di donne che in vario modo possiamo definire "donne di potere". Percorsi diversi permetteranno di far emergere il divario tra la autoriflessione femminile a proposito delle possibilità di operare e lo scetticismo o l'opposizione del contesto. Si tratterà perciò di individuare quelle specificità, dovute proprio alla posizione
marginale che si esprime in forme particolari di critica alla società e al potere, ma anche di individuare e analizzare il tipo di critica rivolto alle donne in scritti maschili. L'attenzione verrà concentrata su esperienze di pensiero che fanno riferimento a contesti diversi per cronologia e modelli culturali.
Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri esaminerà le lettere di Ildegarda di Bingen (XII secolo), in particolare quelle sul tema dei rapporti tra le istituzioni politiche e religiose dell'epoca. Il materiale è, anche quantitativamente, rilevante ma non sistematico: si tratterà di far emergere il profilo nitido del rapporto che una donna di cultura poteva tenere nei confronti dei potenti ai quali si rivolgeva (ricordiamo le lettere indirizzate a Federico Barbarossa, Bernardo di Clairvaux, all'imperatrice di Bisanzio, a vescovi e maestri universitari). Il particolare tipo di sapere che caratterizzava la badessa di Bingen (evidenziato nelle "visioni") stava alla base dell'autorità delle sue parole consentendole di discutere da pari a pari con il pontefice, l'imperatore e le autorità religiose e politiche. Dall'analisi di questi documenti emerge la posizione di Ildegarda sul potere e sull'autorità e la sua critica della società del tempo insieme alle riflessioni sul ruolo e le capacità delle donne : l'analisi sembra non confermare il topos di una Ildegarda "conservatrice" in politica.
Marialuisa Picascia intende esaminare le modalità di affermazione dell'identità femminile nel discorso politico del primo Quattrocento, con particolare riguardo agli scritti di Christine de Pizan. Nel quadro storico culturale del primo umanesimo francese e all'interno della vasta letteratura di argomento politico in lingua volgare le opere di Christine de Pizan rivestono grande interesse anzitutto per la rivendicazione del ruolo di intellettuale e l'affermazione dell’individualità, in secondo luogo per la ricerca di un modo nuovo di enunciare e trasmettere il sapere etico-politico (scelta di diversi generi letterari: poema allegorico, songe, biografia) e infine per la proposta di una pedagogia politica che si discosta dall'astratta idealità dei tradizionali specula principum proponendosi quale progettualità concreta. Dall'indagine sui testi dell'autrice, Piscascia intende far emergere i molti tratti di una personalità riconoscibile ed operante: scrittura autobiografica e forme indirette di intervento nell'ambito del potere.
Il dott. Simonetta concentrerà la sua attenzione sulla libellistica politica dell'Inghilterra nell'età elisabettiana (da An Harborowe for faithfull and trewe subjects di John Aylmer sino agli scritti di John Jewel): obiettivo principale sarà quello di ricostruire le differenti strategie utilizzate per dimostrare la piena legittimità dell'ascesa al trono inglese - nonché alla guida dell'ecclesia anglicana - da parte di un donna, con particolare attenzione al recupero di un'ideologia imperiale e cesaro-papista funzionale all'attribuzione alla sovrana di una sorta di pienezza di potere.
Claudio Fiocchi si interesserà della figura della donna nei commentari ad alcuni libri di Aristotele. Lo scopo è comprendere se e come la visione tradizionale delle donna sia stata modificata dall'influsso delle opere aristoteliche tradotte in latino che circolano a cominciare dal XII secolo: si prenderanno quindi in considerazione i commentari alle opere naturali, ma anche all'etica, all'economia e alla politica. In questi contesti emergono infatti giudizi interessanti sulle capacità della donna e sul suo ruolo all'interno della casa e dello stato. Inoltre verranno in luce le differenze dei soggetti femminili nel confronto con altri gruppi di individui, subordinati come gli schiavi o considerati affetti da "svantaggi naturali " temporanei o permanenti come i bambini e i barbari. Altri commentari trattano anche problemi concreti come la successione femminile al trono o si confrontano con alcune figure esemplari della mitologia, come
le amazzoni. Le opere prese in considerazione sono i commentari di Alberto Magno, Tommaso D'Aquino, Nicole Oresme, Giovanni Buridano e Nicole de Vaudémont (secoli XIII-XIV) che corrispondono a fasi diverse della ricezione del testo aristotelico e mostrano un progressivo distacco dalla lettera del testo.

 
 
         
  Indietro   Avanti